L’iniziativa “Comuni Amici dele Api” ha continuato in maniera sorprendente a camminare sulle proprie gambe, passando di bocca in bocca, e così la rete dei Comuni che hanno a cuore l’ambiente e la tutela del territorio ha continuato ad ampliarsi travalicando di gran lunga i confini regionali entro i quali era nata.  Ad oggi si possono contare infatti circa 70 Comuni aderenti sparsi tra Umbria, Lazio, Marche, Lombardia, VenetoEmilia Romagna, Trentino Alto Adige, Puglia, Calabria e Campania. Inoltre, a riprova della grande alleanza che si è creata intorno alla tutela delle api e dell’apicoltura, sono numerose anche le Associazioni che hanno dato il loro sostegno all’iniziativa, come l’associazione “Le colline del miele”, “Api Romane”, “Apicoltori mantovani”, “Ambientevita”, “Giubbe verdi San Martino” e “La comunità degli impollinatori metropolitani Slow food” e molti altri si stanno interessando. Infine, anche 14 Comuni di 6 paesi del bacino Mediterraneo sono divenuti Amici delle Api, conferendo all’iniziativa anche quel respiro internazionale necessario per affrontare questa sfida globale a sostegno delle api e dell’apicoltura.

Per aderire all’iniziativa è necessario che il Comune approvi una specifica delibera con cui impegna l’Amministrazione a mettere in campo una serie di azioni concrete a favore della salvaguardia delle api, condividendo la necessità di dedicare una maggiore attenzione politica e normativa alla tutela e al rafforzamento dell’apicoltura in quanto attività portatrice di interessi comuni globali, anche in considerazione del legame diretto che l’apicoltura ha con la specificità di ogni territorio e dell’importante ruolo che essa può svolgere per la tutela dell’ambiente e come strumento di emancipazione economica e sociale.

Tra gli impegni contenuti nella delibera di adesione vi sono quelli di “ridurre progressivamente, fino ad eliminarlo, l’uso di erbicidi nella manutenzione dei cigli stradali e negli spazi verdi pubblici”, “includere e incrementare nella pianificazione del verde pubblico la coltivazione di specie vegetali gradite alle api”, “vietare di eseguire qualsiasi trattamento con fitofarmaci ed erbicidi alle piante legnose ed erbacee di interesse agrario”, ma anche la promozione di attività informazione e sensibilizzazione sul valore di Bene Comune dell’apicoltura, coinvolgendo ad esempio le scuole del proprio territorio, e la realizzazione di altre possibili iniziative concrete a sostegno dell’apicoltura.